Materie prime · Petrolio
In quattro mesi il barile è passato da 50 a 102 dollari, poi è rientrato a 82. Da inizio anno il petrolio resta +60%: il rialzo più grande dell'anno tra le materie prime. I numeri, misurati sulle chiusure del 14 agosto 2026.
Mentre l'oro faceva un giro a vuoto, dall'altra parte del listino delle materie prime succedeva l'opposto: il petrolio è raddoppiato in quattro mesi. Dal minimo del al massimo del il barile di WTI passa da 50,48 a 102,27 dollari — +103%. Poi rientra, e al chiude a 82,41: −19% dal massimo, ma ancora +60% da inizio anno.
Sono numeri che si rifanno, e qui li rifacciamo uno per uno, sulle chiusure del future WTI (serie continua aggiustata).
| Il dato | Valore | Quando |
|---|---|---|
| Minimo dell'anno | 50,48 $/barile | |
| ! Massimo dell'anno | 102,27 $ | |
| Ultima chiusura | 82,41 $ | |
| Dal minimo al massimo | +102,6% | in 91 sedute |
| Dal massimo a oggi | −19,4% | in 62 sedute |
| Da inizio anno | +60,4% | contro 51,38 $ di fine 2025 |
| Su dodici mesi | +48,1% | contro 55,64 $ di un anno fa |
L'anno del petrolio comincia nel posto più tranquillo possibile. Il 7 gennaio il WTI chiude a 50,48 dollari: è il minimo del 2026 e arriva alla quarta seduta dell'anno, quando quasi nessuno guardava dalla parte del greggio.
Da lì in poi non c'è più un momento di calma. Chi legge i mercati sa che i movimenti più grandi partono quasi sempre dai punti in cui il tema è uscito dai titoli — e questo è un esempio da manuale.
Dal minimo del 7 gennaio al massimo del 19 maggio passano 132 giorni solari — 91 sedute — e il barile guadagna 102,6%. Raddoppiare il prezzo di una materia prima in quattro mesi non è un movimento ordinario: è il tipo di corsa che si trascina dietro l'inflazione dei trasporti, i margini delle compagnie aeree e i conti dei produttori.
Le chiusure di fine mese mostrano dove si è concentrata la corsa:
| Mese | Chiusura | Contro fine 2025 |
|---|---|---|
| Gennaio | 59,0 $ | +14,8% |
| Febbraio | 60,5 $ | +17,8% |
| ! Marzo | 92,0 $ | +79,1% |
| Aprile | 99,2 $ | +93,1% |
| Maggio | 86,3 $ | +67,9% |
| Giugno | 69,4 $ | +35,0% |
| Luglio | 86,8 $ | +68,9% |
| 14 agosto | 82,4 $ | +60,4% |
Marzo è il mese che cambia l'anno: si chiude a 92 dollari da 60,5 di fine febbraio. Quei 31,5 dollari valgono da soli quasi due terzi dei 51,8 che separano il minimo di gennaio dal massimo di maggio.
Dal 19 maggio il prezzo scende: il 14 agosto il barile vale 82,41 dollari, 19,4% sotto il massimo. Giugno è il mese peggiore (chiusura a 69,4 dollari), luglio recupera quasi tutto, agosto si assesta.
È utile mettere questi movimenti nella loro scala storica. Il massimo del 2026, 102,27 dollari, resta sotto il record della nostra serie, che è di 112,25 dollari al : l'anno più caldo del greggio moderno è ancora quello, e il 2026 ci è arrivato a dieci dollari di distanza senza superarlo.
Alla chiusura del 2025 il WTI valeva 51,38 dollari. Al 14 agosto 2026 ne vale 82,41: +60,4%. È un dato che pesa in modo diverso da un rialzo azionario dello stesso importo, perché il petrolio non è solo un investimento — è un costo che entra in quasi tutti gli altri prezzi.
Il prezzo medio delle 155 sedute del 2026 è 77,4 dollari: chi ha comprato greggio a caso, in un giorno qualsiasi dell'anno, ha pagato in media una cifra vicina a quella. Un anno fa la stessa media stava sotto i 60.
Il barile è un'unità che nessuno maneggia: sono 158,99 litri. Al prezzo del 14 agosto, un litro di greggio costa circa 0,52 dollari — meno di una bottiglia d'acqua.
Il resto di quello che si paga alla pompa non è petrolio: è raffinazione, logistica, margine del distributore e soprattutto accise e IVA. È la ragione per cui il prezzo alla pompa non raddoppia quando raddoppia il barile — e, allo stesso modo, non si dimezza quando il barile scende: la parte fissa del conto non si muove.
Il il WTI chiudeva a 55,64 dollari. Rispetto a un anno fa siamo +48,1%: qui, a differenza dell'oro, l'orizzonte lungo e quello corto raccontano la stessa storia. Quando due misure diverse dicono la stessa cosa il segnale è più solido — ed è il primo controllo che facciamo prima di pubblicare un numero.
Nel 2026 le due grandi materie prime si sono mosse in direzioni opposte, e non è un caso. L'oro è un bene che non produce nulla: quando i tassi salgono, tenerlo costa di più e il prezzo trova un freno — è la storia del suo 2026. Il petrolio, al contrario, è un bene che si consuma: il suo prezzo lo fanno la domanda industriale e l'offerta dei produttori, non il rendimento alternativo.
Un'economia che gira e tassi in risalita sono la stessa notizia letta da due lati: pesante per il metallo, favorevole al barile. Anche qui misuriamo il prezzo, non le intenzioni: la tenuta del legame va verificata sui prossimi mesi, non data per scontata.
Questa pagina nasce da una visual card della nostra serie sulle materie prime: la card racconta l'anno in un colpo d'occhio, la pagina lo apre e lo verifica. Il petrolio, poi, non finisce nel barile: passa nei conti delle società che lo estraggono, lo trasportano e lo raffinano — Eni, Tenaris e Saipem sono i tre nomi di Piazza Affari che quel prezzo lo sentono per primi.
La raccolta completa delle analisi è in /analisi/, la versione inglese in English analysis. Con lo stesso metodo abbiamo misurato il 2026 dell'oro, gli ETF a dividendo e la mappa dei settori USA.
Il resto del progetto: la home di DOMINA racconta cosa fa la piattaforma, la dashboard è il punto d'ingresso di chi lavora con noi (si entra da qui se hai già un account), i piani e i prezzi stanno nella pagina dedicata e ci si registra da qui.
*Questo articolo è un'analisi descrittiva di dati storici: non è una raccomandazione di investimento e i rendimenti passati non anticipano quelli futuri.*
Daniele Lavecchia — responsabile editoriale, DOMINA Trading Suite
Pubblicato il
I prezzi sono le chiusure del future WTI COMEX (CL), serie continua aggiustata — la serie che raccorda i contratti in scadenza uno dopo l'altro, così che il grafico non abbia salti artificiali al cambio di contratto. Le variazioni sono calcolate sulle chiusure: dal (51,38 $) al (82,41 $) per il dato da inizio anno; dal (55,64 $) per i dodici mesi. Il prezzo al litro usa il fattore 158,987 litri per barile. I dati vengono dal nostro archivio storico, lo stesso che alimenta i grafici e le schede della piattaforma: ogni numero di questa pagina si può riaprire e ricontrollare seduta per seduta. Il WTI è il riferimento americano: il Brent, riferimento europeo, quota su livelli e differenziali propri.
Questo documento ha finalità informative e didattiche. I settori e i titoli citati non sono raccomandazioni: non costituiscono consulenza finanziaria, né consiglio personalizzato, né sollecitazione all'investimento. I dati citati descrivono situazioni passate e presenti e non contengono alcuna previsione o promessa di risultati futuri. Ogni decisione di investimento resta responsabilità del lettore, che dovrebbe valutare la propria situazione con un professionista abilitato.
Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, sotto supervisione e verifica umana. I dati numerici provengono dagli archivi e dai motori di calcolo della piattaforma DOMINA e sono stati controllati prima della pubblicazione.